“Ricucire i sogni” è il quinto bando promosso da Con i bambini e mira a diffondere una cultura e una sensibilità rinnovata sul tema dei bambini e degli adolescenti vittime di maltrattamento attraverso iniziative volte alla loro protezione e cura, alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di violenza verso i minori di 18 anni.

Scadenza: venerdì 15 novembre 2019. DestinatariMinori tra gli 0 e i 17 anni vittime di maltrattamento o a rischio maltrattamento.

Enti ammissibili al finanziamento: I progetti dovranno essere presentati da partnership costituite da almeno tre soggetti, che assumeranno un ruolo attivo nella co-progettazione e nella realizzazione del progetto. Ogni partnership individua “soggetto responsabile”, che coordinerà i rapporti della partnership con l’impresa sociale anche in termini di rendicontazione. Il soggetto responsabile deve essere un Ente di Terzo Settore.

Saranno valutati positivamente i progetti che prevedano partnership eterogenee e complementari, formate da una pluralità di soggetti pubblici e privati del territorio.

Azioni finanziabili:

Le proposte presentate dovranno mirare a:

- potenziare i servizi di protezione e cura dei minori già esistenti;

- realizzare ex novo servizi di protezione e cura.

Tali servizi dovranno fornire prestazioni integrate e multidisciplinari di valutazione, supporto e cura dei bambini in situazione di grave rischio o vittime di maltrattamento e delle relative famiglie, in un’ottica di cooperazione inter-istituzionale, con i servizi sociali e sanitari del territorio, con l’autorità giudiziaria competente, con le istituzioni scolastiche ed educative e con i rappresentanti degli interessi del minore, come definiti dalle disposizioni vigenti, avvalendosi delle risorse pubbliche e private del territorio. I servizi potranno essere organizzati e gestiti sulla base di accordi fra enti pubblici e del terzo settore con competenze specifiche, consolidate e comprovate in materia di protezione e di cura dei bambini maltrattati.

 

Le proposte dovranno realizzare, inoltre:

- attività complementari mirate e concrete che garantiscano il massimo beneficio e un impatto tangibile e dimostrabile sui gruppi target;

- attività finalizzate a favorire cambiamenti attitudinali e comportamentali e una maggiore sensibilizzazione in merito al tema della violenza contro i bambini;

- sviluppo di strumenti per aiutare a riconoscere e ad affrontare i primi segnali di violenza;

- programmi volti a incoraggiare le vittime a denunciare la violenza.


Dovranno, a tal fine, essere previste azioni di:

- supporto alla genitorialità, a livello di sostegno individuale e collettivo (promuovendo home visiting, programmi integrati di formazione e di consulenza rivolti ai caregiver – genitori naturali, adottivi, affidatari – in tutto l’arco di sviluppo del bambino, secondo livelli di intensità proporzionali al rischio di maltrattamento rilevato);

- integrazione dei piani terapeutico e pedagogico a favore di minori e di famiglie in cui si ravvisi la presenza di un rischio di maltrattamento per il minore o si siano già registrati episodi di violenza;

- formazione di professionisti sul tema del maltrattamento (capacity building) rivolta a docenti, operatori sociali, pediatri, medici, forze dell’ordine, professionisti legali, con l’obiettivo di rafforzarne le competenze di prevenzione, individuazione e reazione;

- rafforzamento della comunità educante, anche in un’ottica di creazione di un network che sensibilizzi l’opinione pubblica e la classe politica sul tema della violenza sui minori e/o di promozione di forme di affidamento familiare, esteso anche all’intero nucleo familiare o ispirate a flessibilità oraria e organizzativa, con campagne di formazione e di informazione per le famiglie.


Ogni intervento proposto dovrà quindi prevedere, in maniera integrata e coerente, entrambe le componenti:

- interventi e misure di protezione e di cura rivolti ai bambini vittime di maltrattamento e alle loro famiglie al fine di ridurre il danno e le conseguenze nei successivi stadi di sviluppo e nell’età adulta;

- interventi di formazione e informazione per evitare l’insorgenza di forme di maltrattamento (attività di informazione e formazione per la prevenzione del maltrattamento dei bambini rivolte agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado; programmi informativi e di sensibilizzazione per la prevenzione del maltrattamento dei bambini e per la promozione della genitorialità positiva, con il coinvolgimento di esperti del settore; formazione per il personale scolastico per la rilevazione precoce del maltrattamento dei bambini e per la relativa segnalazione; formazione specifica per operatori socio-sanitari sul riconoscimento e sulla rilevazione delle forme di maltrattamento dei bambini, sulle procedure di segnalazione, sulle misure di prevenzione e sui percorsi di protezione e di cura).


L’impresa sociale raccomanda, infine, l’adozione di:

- una procedura per la tutela dei minori dai rischi di abuso, maltrattamento, sfruttamento e condotta inappropriata (Child Safeguarding Policy) da parte degli operatori;

- una procedura interna in grado di valutare e prevenire il rischio di stress lavoro-correlato e/o di burn-out di tutti gli operatori coinvolti.

Qualora l’ente non sia già dotato di tali meccanismi, questi potranno essere elaborati e integrati nel progetto nella fase di progettazione esecutiva in collaborazione con gli uffici di Con i Bambini.

 

Risorse finanziarie disponibili: 15 milioni di euro, così suddivisi:

- € 5.478.196 per il Nord Italia;

- € 2.404.393 per il Centro Italia;

- € 7.117.441 per il Sud Italia e le Isole.

 

Entità contributo: in funzione alla qualità dei progetti ricevuti.

 

Come e dove inviare la candidatura: per poter partecipare al Bando, si dovrà presentare il progetto on line mediante l’apposita piattaforma Chàiros, raggiungibile tramite il sito internet www.conibambini.org entro le ore 13.00 del 15 novembre 2019.

 

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